martedì 22 giugno 2010

Il "vero Master"?

Ci pensavo ieri, sarà che di tempo di cazzeggiare e vaneggiare ne ho.
Mi capita almeno una volta ogni quindicina di trovare su portali, blog, forum, disparate definizioni ed etichette riguardanti quali siano le caratteristiche effettive del "vero master" (o vera mistress, mi perdonino le signore se parlo solo al maschile: lo faccio solo per snellire la forma :-) ).
Ci sarbbe pure la questione della "vera slave", probabilmente del vero switch....ma vabbè, evitiamo troppo fronzoli.
Quello che penso, in merito, è che semplicemente il Vero Master non esista, come dissi tempo fa ad un'amica, nemmeno se la persona in questione avesse 30 anni d'esperienza e la tessera sanitaria del BDSM.
Sicuramente in tanti anni di "pratica" si acquistano capacità, si matura esperienza, s'impara l'approccio con il/la sub e , se si è capaci e pure un po' fortunati, ci si migliora anche come persone.
Ho incontrato, e spero incontrerò, dominanti che da anni s'interessano al BDSM , dai quali ho appreso informazioni utilissime e che mi hanno anche aiutata nel mio personale percorso.
Tutto questo per dire che non voglio mancare di rispetto a chi ha molta (ma molta!) più esperienza della sottoscritta.
In ogno caso penso che il "vero master" rimanga, al massimo, un parto della mente, un'ideale da perseguire ma per sua inatura del tutto irrangiungibile. Un sogno insomma.
Quello in cui credo invece sono i "momenti perfetti".
Momenti, certo non epurabili da sbavature, ma talmente luminosi da rendere ogni piccolo errore del tutto insignificante. Bolle spazio-temporali in cui il dare e ricevere diventa l'assoluto e la profondità dello scambio reciproco risulta inimmaginabile.
Piccoli, immensi momenti perfetti che io non condividerei con nessuno tranne che con il Padrone che mi accompagna e guida nel mio viaggio come schiava e come persona.
Questo perchè la chimica, la complicità, l'unione di intenti e lo scambio di emozioni che ho con Lui è irripetibile .....e così credo sia per noi esseri umani.
E' impossibile darci delle etichette o delle linee guida: nella nostra unicità siamo così caratterizzati da non poter essere racchiusi in quelle piccole scatole che chiamiamo definizioni perchè non c'è modo di contenere la grandezza dalla nostra anima. Credo valga per chiunque, anche per coloro che, goffamente, la nascondono dietro una facciata e che, permettetemi di dirlo, non sanno cosa vanno perdendosi.
Non penso perciò che sia la capacità o qualche caratteristica comune di qualsiasi genere essa sia a determinare la persona o l'unione che viene a crearsi, ma la magia dell'incontro di due spiriti che trovano terreno fertile per crescere e compenetrarsi. Quindi più che di vero master ritengo personalmente più appropriato parlare di unico master. Unico non con accezione temporale ma relativo all'esperienza di vita con lui possibile ed, altrimenti, irripetibile.

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