se vuoi, perchè questa volta io non ti chiedo di smettere!"Capita alle volte che io mi senta malata. Malata per quello che faccio, malata per quello che desidero. Questo, però, non mi ferma dal farlo e dal deisderarlo.
Come un'automobile che cerca solo di andare alla massima velocità e, ad ogni tacca che supera la lancetta del tachimetro anela che il piede del pilota le faccia raggiungere la successiva. Allo stesso modo, io anelo che il dolore salga e mi porti via tutto, Non accade spesso, ma accade.
Ieri sera era una di quelle volte che comincio sapendo di avere qualcosa dentro che si agita, a cui non so dare un nome. Bastano un volto, un ricordo od un'associazione durante la giornata. Credo mi sia tornato dentro quel male di vivere che qualche volta, ancora, sa come ferirmi: sono ancora non del tutto conscia di come fermarlo.
All'ennesimo colpo, quando dopo aver ripreso fiato non facevo altro che sperare impaurita che il prossimo fosse più forte, ho pensato "..sed libera nos a malo".
In realtà è venuta da sè.
Dopo un altro colpo, più forte, ancora "...Sed libera nos a malo."
Il dolore ripulisce, ne volevo di più. Volevo mi liberasse dal male. Ne volevo di più.
Liberami dal male, liberami adesso.
"Fammi tutto il male che vuoi" ho sussurrato.
Lo hai fatto e io l'ho ricevuto. Ero piena di dolore: dove sta il dolore non c'è spazio per il male di vivere. Se n'è andato assieme ai miei sospiri, scivolando sulle lacrime.
"Liberami dal male"...l'ho solo pensato.
Temevo che se te l'avessi detto ti saresti spaventato. Avresti temuto me, che non avevo più controllo e così ti saresti fermato sapendo che io non ti avrei detto di farlo.
Ti ho preso la mano, faceva male.
Quando il dolore era diventato troppo ho sempre cominciato a chiedere, pregare, supplicare che smettessi. Alle volte mi sono persino levata dalla traettoria dei colpi perchè la paura mi assaliva. Paura dei segni, paura di danni fisici...
Temevo cose irreali: era una forma di controllo, lo so. Lo sapevi anche tu, ma accettavi questo mio limite , rispettando la mia paura senza forzare.
Era sfiducia e sapevi anche questo.
Ti ho preso la mano e tu me l'hai stretta senza fermare l'altra.
Poi sono arrivata al limite del dolore e la paura è divetata tangibile: "Fermati tu, se vuoi, perche questa volta io non ti chiedo di smettere!"
Ho soffocato suplliche e preghiere in gola, ho chiuso gli occhi, ti ho stetto la mano.
Ho lasciato tutto a te.
Io non so se fosse fiducia o se io fossi semplicemente drogata di dolore, ma non volevo essere io a decidere. Ho lasciato tutto a te, a qualcun'altro...è una cosa inammissibile nell'ordine naturale delle cose del mio mondo. Ho desiderato e fatto l'inammissibile.
Ti sei fermato quando hai voluto, io ero lì per te a lasciarti tutto.
Mi sono accovacciata ai tuoi piedi, dopo
"Liberami dal male"...te l'ho detto.
che bello passare di qua... fa sentire la Passione così reale e raggiungibile...
RispondiEliminabd