mercoledì 4 maggio 2011

Ricerca: quiete dinamica

Sono stanca di stare zitta, di non dire la mia per non susciatare animosità, per manetere il "quieto vivere"
Quieto?
Ma che cazzo di quieto e quieto.
Quieto un par de palle.

Vivo da mesi su un pendolo disequilibrato che oscilla in parte a seconda di dove sposto il mio peso, in parte dove la gravità della vita decide di portarlo. Dondola scompostamente a destra ed a sinistra in un ritmo regolare.
Non è un pendolo impazzito...solo non ha un asse in linea con l'esistenza che credevo di volere.

Mi ritrovo a pensare a cosa desiderassi dalla vita quando, ai tempi del liceo, la mattina d'inverno, con la testa infilata fino al naso nella sciarpa e le mani ben coperte nelle tasche, camminavo verso il cancello d'entrara dell'istituto.
Pensavo ad una vita tranquilla, un lavoro dietro ad una scrivania, una casa, un marito, due figli. Magari anche del lusso, perchè no? Beni di valore, vacanze in posti esotici....
Adesso credo fossero una marea di cazzate: erano luoghi comuni di un modo di sentire sontato, programmato da altri e non da me.
Penso di non essere migliore di chi ha scelto di vivere quella vita, però sono sempre più convintadi non essere adatta a qualcosa del genere.
Mi rendo conto che il primo errore lo facevo proprio lì, mentre camminavo e pensavo a qualcosa di futuro. L'errore primario era quello, il fatto di pensare al futuro e non guardare al presente. Ero fanaticamente proiettata in una realtà immaginara di queiete idilliaca e persa nella convizione che quel mare dove navigavo fosse solo un passaggio. Credevo di essere traghettata da Caronte, solo che invece di portarmi all'inferno mi avrebbe portato da lì alla sponda opposta.
Ero, tuttavia, del tutto ferma perchè non vivevo la vita, non accettavo il presente e me ne allontanavo perchè sgradito e incomprensibile.
Certo, avevo pochi mezzi a dispsosizione, umanamente parlando. A dirla tutta, avevo ingranaggi mal montati o inceppati nella testa, ruote che giravano male e per un certo verso m'impedivano di vedere con chiarezza.
Questa però non è una giustificazione che possa in qualche modo migliorare quello che ho vissuto e creduto.
E' una considerazione che mi serve adesso però.
E' stranamente doloroso: una parte di me quella vita la vuole ancora, perchè vivere su un mare in costante mutamento è difficile se manca l'equilibrio e, a trentaqiattro anni tra poco, imparare l'equilibrio non è come farlo a diciassette.
E' fattibile però, e sono fiduciosa del fatto che la quiete potrò trovarla lo stesso: non sarà una quiete statica come quella che credevo fatta di "cose", sarà una quiete dinamica in bilico su un'anima instabile perchè sempre alla ricerca.
Voglio essere aperta al mondo in uno scambio osmotico tra dentro e fuori, una chimica di flussi di coscienza ininterrotta.
Voglio vedere il mondo :-)
Cosa c'entra il BDSM?
Il BDSM c'entra sempre

2 commenti:

  1. Un post del genere credo che potrei scriverlo anche io.
    Genesi simile, immagino.
    Non rimpiango affatto i tempi del Liceo e sono contento di essere sopravvissuto a questa eterna adolescenza.
    Tuttavia, probabilmente, se dovessi realizzare me stesso anche nel lato BDSM, credo che non rimpiangerei neppure questi tempi.
    Del resto, per imparare a vivere abbiamo a disposizione l'intera vita, nè un secondo di più nè uno di meno.


    E il BDSM c'entra sempre

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  2. mi piace il concetto di quiete dinamica!
    eh si, il BDSM c'entra sempre!!!

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