sabato 5 marzo 2011

Rosa

Guardo la rosa di vetro spaccato su un'anta dell'armadio: le crepe si diramano come piccole linee di faglia nelle perfezione del vetro satinato.
Penso che ora non ho più nemmeno l'orologio.
Colpa mia del resto e una lacrima mi scende piano fino a rintanarsi in un angolo della bocca.
Mi siedo sul letto, fisso la rosa: io rompo sempre tutto. Sono molto brava a rompere oggetti, persone....le palle degli altri. Sono proprio brava.
Il fatto è che la paura fa male e io sono terrorizzata. Sempre. Certo, la mattina è peggio, anzi, è il peggio del peggio.
Adesso anche la sera: ho paura di quel nulla che s'insinua e ferisce, subdolo e costante.
Ho paura, non mi sento più.
Vuoto.
Mi alzo e comincio a vestitmi: string, reggisento, calze, gonna di pelle, maglioncino, stivali, un paio di orecchini piccoli, un anello una collana con una gabbietta e un uccellino nel mezzo.
Ruoto il polso per guardare l'ora: vuoto. L'orologio non c'è.
Chino il capo solo un attimo poi rialzo la testa vado in bagno a sistemare il trucco.
I Coldplay cantano "Viva la vida": certo che l'esitenza sa essere una puttana col senso dell'umorismo.
Rispondo al cellulare : "Sono qui fuori" mi dici. "Arrivo" e riattacco.
Indosso sciarpa e cappotto, infilo i guanti ed esco: la sera è fredda ma non più così tanto.
....che la recita cominci......

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